Le dipendenze comportamentali in adolescenza: Internet Addiction e dintorni

Proponiamo quanto il dr. Stefano Berloffa, Neuropsichiatra infantile UOC di Psichiatria e Psicofarmacologia dell’Età Evolutiva della Fondazione Stella Maris ci ha scritto sul tema delle dipendenze da Internet in occasione del ciclo di incontri promosso dal Comune di Peccioli con il nostro Istituto nel novembre 2019. Un testo sempre attuale, soprattutto per le mamme e i papà nel dialogo con i figli adolescenti.
Ci troviamo sicuramente di fronte ad una nuova epoca storica che il Washington Post ha definito come l’epoca a più rapida diffusione della tecnologia della storia dell’umanità; basti pensare che i primi I-phone sembrano ormai appartenere all’epoca preistorica e il mondo della tecnologia evolve a velocità incontrollabile. Gli smartphone sono e saranno quindi parte di un sistema di comunicazione sempre più vasto, che ci permetterà di rimanere sempre connessi e di poter condividere tutto in modo sempre più veloce.
Gli ultimi dati del Global Digital 2019 mettono in evidenza che, a fronte di una popolazione mondiale di circa 7676 miliari di persone, il 56% è connesso a Internet; i dati appaiono più significativi in Italia, dove, su una popolazione di circa 59 milioni di persone, 89 milioni (145%) ha un contratto mobile. Sempre in Italia, il tempo medio giornaliero speso in Internet da qualsiasi dispositivo è di circa 6 ore; le piattaforme più usate sono Youtube, Whatsapp, Facebook, Instagram solo per citare quelle più utilizzate.
Oltre agli evidenti benefici rispetto all’uso, sia nel mettere in comunicazione il mondo sia nell’attività riabilitativa, quali sono i rischi di questo boom tecnologico?
I dati ufficiali riportano un aumento del disturbo del sonno. Guardare il telefonino, infatti, condiziona i tempi di addormentamento e crea una Disregolazione del ritmo circadiano (Delayed Sleep Phase Syndrome) caratterizzata appunto da difficoltà nell’addormentarsi e difficoltà nel risveglio al mattino.
Esiste invece un problema di dipendenza?
Sicuramente ciò che ha messo più in allerta gli esperti è stato il rapido incremento di soggetti con un fenotipo comportamentale specifico (“pulsione all’isolamento fisico continuativo nel tempo che si innesca come reazione alle eccessive pressioni di realizzazione sociale”, Crepaldi 2019) anche caratterizzato da un “uso patologico” di Internet: gli Hikikomori.
Gli Hikikomori hanno in genere un’età compresa tra i 15 e i 25 anni, e si contraddistinguono appunto per un elevato grado di dipendenza da Internet: la maggior parte perde completamente l’interesse per il mondo esterno, abbandona la scuola o il lavoro nonché le relazioni interpersonali, privilegiando solo i rapporti online. Questi soggetti utilizzano chat nei giochi di ruolo o siti d’incontri per stabilire relazioni che svilupperanno interamente su Internet. Spesso perdono interesse persino per l’interazione con i familiari, fino a ritirarsi in solitudine nella propria stanza, davanti al computer, trascurando l’igiene ambientale e personale per evitare il più possibile di scollegarsi.
Videodipendenti
Sono state identificate due tipologie di videodipendenti:
- I soggetti con pregressa psicopatologia, rappresentati da pazienti con disturbi dell’area affettiva, umore, ossessioni, autismo.
- I dipendenti da internet senza pregressa psicopatologia e questo avvalora l’ipotesi che il rischio psicopatologico dell’uso della rete derivi dalle stesse caratteristiche della comunicazione telematica che consentirebbe all’utente di vivere una condizione di onnipotenza.
Il DSM-5 ha inserito, tra le condizioni che necessitano di ulteriori studi e ricerche, i criteri di diagnosi per l’Internet Gaming Disorder-IGD, incentrati su nove elementi: preoccupazione, sintomi di astinenza, tolleranza, perdita di controllo, perdita di altri interessi, utilizzo eccessivo nonostante le conseguenze negative, abitudine a mentire sull’utilizzo, impiego in momenti di stress ed effetti psicosociali.
I Disturbi psichiatrici legati all’utilizzo di Internet (Internet Use Disorders-IUD) e in particolare all’Internet Addiction, rappresentano un fenomeno in rapida crescita su scala mondiale. La fascia di età più interessata sembra essere quella adolescenziale con tassi di prevalenza che oscillano, negli studi, dallo 0,8% in popolazioni europee al 4,9 % nei paesi asiatici (Nakayama et al 2017). I primi reports clinici sugli IUD sono comparsi nella letteratura scientifica a partire dagli anni ’90; non esistono ad oggi criteri diagnostici universalmente riconosciuti per la loro caratterizzazione nosografica.
Solo in Cina e negli Stati Uniti la prevalenza di questa nuova dipendenza è di circa l’8% nella popolazione adolescenziale.
Tipologie di dipendenze
Esistono cinque tipi di dipendenza: la dipendenza cyber-sessuale, ovvero l’uso compulsivo di siti pornografici o comunque dedicati al sesso virtuale; la dipendenza cyber-relazionale, cioè la tendenza ad instaurare relazioni sul web; “information overload”, la ricerca continua di informazioni in rete; “net compulsions” sono quei comportamenti compulsivi che si realizzano nel gioco d’azzardo, nel commercio in rete e nella partecipazione ad aste online. Infine la dipendenza da computer, cioè l’utilizzo del PC per giochi virtuali, dove il soggetto può costruirsi un’identità “fittizia”. Queste dipendenze causano una progressiva perdita del contatto con la realtà per abbandonarsi ad una dimensione virtuale. Giocare per molte ore ad un videogioco pone il soggetto ad un elevato livello di stress, con conseguenze di maggior eccitazione ed irritabilità.
Quali sono le strategie per contrastare tale fenomeno?
Nei Paesi in cui la prevalenza di IGD è più elevata, istituzioni sanitarie e governative hanno stilato e diffuso su larga scala, raccomandazioni per l’utilizzo appropriato di Internet e programmi di prevenzione da implementare in ambito scolastico.
I paesi asiatici hanno attuato delle misure per arginare il problema: in Cina è stato stabilito un “coprifuoco” per i videogame per cui i giovani non possono giocare dalle 22 alle 8 del mattino e non più di 90 minuti al giorno. In Corea del Sud, il governo ha istituito comunità terapeutiche per videodipendenti ed ha organizzato consultori negli ospedali dove gli adolescenti sono aiutati a imparare a vivere senza Internet, al fine di socializzare con altri ragazzi in modo diretto.
Quali possono essere i consigli pratici per i genitori?
Il mondo dei giochi è molto vario: esistono diversi contenuti destinati a diverse gruppi target, alcuni non adatti a bambini e ragazzi perché legati a discriminazioni, sessualità, gioco d’azzardo, violenza, paura, droghe o al linguaggio. I giovani sono esposti a queste tematiche anche durante la vita quotidiana. I videogiochi e le app sono di norma corredati da indicazioni rispetto alla appropriatezza per età:la maggior parte dei bambini e ragazzi riesce a distinguere perfettamente la violenza presente in un videogioco dalla violenza della vita reale. Tutti gli scienziati sono concordi nel ritenere che l’esposizione a contenuti violenti non implica automaticamente avere comportamenti aggressivi nel modo reale e che i videogiochi non siano la causa di tali comportamenti. È importante notare comunque che questi giochi particolarmente carichi di azione causino elevati livelli di stress nei giocatori, che si protrae anche per qualche tempo dopo aver giocato. È consigliabile quindi evitare di giocare a questi giochi prima di andare a dormire.
Consigli in 9 passi
- Non abbiate paura dei videogiochi: è molto probabile che bambini e ragazzi ne sappiano di più sul tema e siano giocatori più accaniti, ma hanno bisogno del supporto degli adulti per un approccio consapevole e critico verso questo mondo.
- Mostrate interesse: giocate insieme ai vostri figli e discutetene insieme a loro. Saranno contenti dell’interesse che dimostrate nei loro confronti e saranno felici di spiegare cose che un adulto potrebbe non capire. Per non parlare dell’entusiasmo che provoca una vittoria contro il proprio genitore!
- I videogiochi non sono una babysitter: supportate i vostri figli nel consumo consapevole dei videogiochi.
- Fate attenzione alle indicazioni dell’età: le linee guida della Pan European Game Information, si cui ogni gioco è fornito sono molto utili.
- Discutete ma non proibite: definite orari, contenuti e durata del gioco insieme a vostro figlio; in questo modo accetterà le regole e le rispetterà. La gestione consapevole deve essere il centro della discussione. Tenere lontani i giovani dai videogiochi o dai contenuti sensibili con l’imposizione o con il divieto spesso provoca l’effetto opposto, perché rende i videogiochi ancora più affascinanti.
- Potete fare eccezioni: un gioco appena uscito esercita un’attrattiva molto forte. Durante le vacanze scolastiche è giusto lasciare che vostro figlio giochi qualche ora in più. Una proposta può essere quella di accordarsi con vostro figlio per una settimana di gioco intensivo e una settimana a ritmo ridotto o completamente priva di videogiochi.
- Comunicate con un pò di anticipo il termine dell’orario di gioco: la cosa più irritante è dover interrompere una partita nel bel mezzo di un livello, perché si rischia di perdere tutto quello che si è accumulato fino a quel momento. Per questo è utile fare un annuncio quando il tempo concordato è agli sgoccioli («Finisci il livello, poi basta»). Questo accade soprattutto nei giochi online, dove l’obiettivo va raggiunto in gruppo e serve la collaborazione di più giocatori. Dovete tenere presente questo aspetto durante la pianificazione del tempo di gioco con vostro figlio. In ogni caso questa tipologia di gioco non è consigliabile con bambini ancora piccoli.
- Informatevi: su YouTube, o altri canali è possibile cercare molti tutorial sui videogiochi: basta inserire «How to play (titolo del videogioco)» nella maschera di ricerca e soffermarsi sui giochi che interessano di più a vostro figlio.
- I bambini hanno bisogno di stimoli diversi: i videogiochi possono rappresentare una parte dell’attività quotidiana, ma non devono prendere il sopravvento. Offrite alternative, giocate insieme a giochi più tradizionali, andate in gita, stimolate l’attività all’aria aperta e date spazio al vostro bambino affinché possa incontrarsi con gli amici. Se vostro figlio ogni tanto si annoia, non fatene un dramma. La noia stimola la creatività!


