Dalla ricerca

In ricordo di Michael Rutter lo psichiatra infantile che ha trasformato la comprensione dell’autismo

Il 25 novembre è morto Michael Rutter, lo psichiatra infantile che ha rivoluzionato il modo di approcciarsi a tale disciplina, . Il rigore metodologico, l’analisi dei dati e l’approccio scientifico che oggi consideriamo la norma nel nostro lavoro di clinici e ricercatori sono l’eredità che Sir Michael Rutter ci ha lasciato. Nostro dovere è  custodirla e divulgarla alle nuove generazioni. Riportiamo il necrologio apparso sulla prestigiosa rivista Nature gentilmente tradotto e proposto da Antonio Narzisi, Dirigente Psicologo e Ricercatore e Gianina Bruzzi, dottoressa in Psicologia e Tirocinante, di IRCCS Fondazione Stella Maris.

 

Michael Rutter (1933–2021)

Lo psichiatra infantile che ha trasformato la comprensione dell’autismo

Michael (Mike) Rutter ha trasformato la psichiatria infantile da un insieme incoerente di teorie e pratiche in una disciplina rigorosa e umana.

Il suo lavoro ha fornito le prime prove che l’autismo, ora una delle aree più attive di ricerca nei disturbi del neurosviluppo, aveva una base genetica. Questa scoperta ha creato lo slancio per studi di popolazione su larga scala utilizzando disegni di ricerca orientati sulla genetica, e ha migliorato in modo costante la metodologia studi. Il suo libro del 1972, Maternal Deprivation Reassessed, ha contrastato le opinioni prevalenti secondo cui l’inadeguatezza della madre era la causa principale dei problemi psichiatrici nei bambini e quindi ha effettivamente discolpato dai sensi di colpa future generazioni di madri lavoratrici.

Durante gli anni ’90, migliaia di orfani che avevano sperimentato un’estrema privazione in istituti rumeni sono stati adottati in case famiglia del Regno Unito, dando a Rutter l’opportunità di affrontare la questione natura/cultura. Rutter ha intervistato personalmente i bambini mentre crescevano e molti hanno mostrato un notevole recupero. Questo ha supportato la sua teoria e il precedente lavoro sulla resilienza senza sminuire le conseguenze a lungo termine dell’abbandono precoce nell’infanzia.

Michael Llewellyn Rutter è nato nel 1933 in Libano, dove suo padre era un medico. Essendosi trasferiti in Inghilterra, nel 1940 i suoi genitori mandarono il settenne Mike e sua sorella a vivere con famiglie adottive in Nord America per quattro anni temendo un’invasione tedesca. Rutter parlava con affetto della sua famiglia adottiva e negò qualsiasi collegamento tra l’essere stato in affido e il suo lavoro sull’ attaccamento materno. Si è formato in medicina presso l’Università di Birmingham, Regno Unito, e al Maudsley Hospital di Londra.

In quello che allora era l’Istituto di Psichiatria dell’ospedale, l’interesse di Rutter per la psicologia e la psichiatria infantile fu incoraggiato. Egli cominciò a mettere in discussione alcune delle idee vaghe sullo sviluppo infantile che erano state largamente influenzate dalla psicoanalisi. A differenza della maggior parte dei clinici dell’epoca, adottò metodi empirici rigorosi e confrontò gruppi di bambini per sondare le possibili cause di problemi comportamentali e problemi educativi. Questo anticipò la sua successiva ricerca di cause genetiche e biologiche in merito allo sviluppo dei disturbi psichiatrici. I suoi interessi spaziavano su una varietà di condizioni, tra cui dislessia, attenzione deficit di attenzione e iperattività e l’autismo. I criteri diagnostici e i protocolli di intervista ora utilizzati per diagnosticare l’autismo sono stati sviluppati sotto l’autorevole guida di Rutter.

Negli anni 1960 e 1970, le madri sono state ampiamente incolpate di aver causato l’autismo dei loro figli. Rutter ha avuto l’idea di studiare l’autismo nei gemelli per stabilire il ruolo dei fattori genetici e ambientali. Per raccogliere prove, Susan Folstein, allora tirocinante psichiatra statunitense, visitò 21 coppie di gemelli nel Regno Unito, in cui almeno un gemello era stato diagnosticato con autismo. I sintomi dell’autismo e le abilità cognitive hanno mostrato un sorprendente grado di concordanza (82%) nelle coppie di gemelli omozigoti, che non è stato visto in quelli che erano dizigoti (S. Folstein e M. Rutter J. Child Psychol. Psychiatry 18, 297-321; 1977).

Questa notevole scoperta – che Rutter non si aspettava – lo rese ottimista sul fatto di potere scoprire la ‘manciata’ di geni implicati nella causa dell’autismo. Sempre pronto ad essere smentito, ha riconosciuto rapidamente che centinaia di geni sono probabilmente coinvolti, e che i percorsi causali dal gene al cervello, alla mente e al comportamento sono troppo intrecciati per arrivare a una spiegazione unica e definitiva

La sua scoperta di una base genetica per l’autismo, pubblicata nel 1977, ha trasformato la comprensione di tale disturbo e ha lanciato una nuova era di ricerca.

Durante questo periodo, Rutter e i suoi collaboratori hanno anche condotto studi di popolazione a lungo termine sui risultati scolastici e la salute mentale, nel centro di Londra e sull’isola di Wight, Regno Unito, concentrandosi su bambini di 9-11 anni.

Questi sono stati tra i primi a identificare specifici problemi di lettura – relativi all’età e al livello intellettuale – in un’intera popolazione.

Gli studi hanno dato una prima stima della prevalenza di queste e altre differenze, e le scoperte hanno portato a cambiamenti organizzativi nel Regno Unito per quanto riguarda sia i servizi clinici che quelli relativi all’istruzione.

Nel 1973, Rutter divenne il primo professore di psichiatria infantile nel Regno Unito, presso l’Istituto di Psichiatria. Lì, ha stabilito il Medical Research Council (MRC) Child Psychiatry Research Unit nel 1984 e, un decennio più tardi, il Centro MRC di psichiatria sociale, genetica e dello sviluppo. Il centro ha attratto un team formidabile per studiare l’interazione della genetica e ambiente nello sviluppo tipico e atipico. Il suo lavoro includeva lo psicologo Robert Plomin per lo studio dello sviluppo precoce dei gemelli.

Dopo 55 anni in quello che ora è l’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze al King’s College di Londra, Rutter è andato in pensione, solo mesi prima della sua morte. Il suo ufficio era accanto a quello di uno di noi (Francesca Happè) per molti anni. Egli era un leader e un mentore ispiratore, e aveva recentemente donato uno dei suoi molti premi per sostenere il lavoro dei colleghi più giovani. Rutter è stato nominato cavaliere nel 1992.

La sua eredità include un libro di testo di psichiatria infantile e adolescenziale, circa 400 articoli di ricerca e la sua influenza su generazioni di psichiatri infantili e psicologi, noi tra loro. Quando uno di noi di noi (Uta Frith) si è formato negli anni ’60, è stato il rigore delle sue visite in reparto ad aver dato il via ad una carriera nella ricerca sull’autismo. Anche se era una autorità formidabile nell’establishment medico e un critico temuto, era accessibile e incoraggiante per gli studenti.

Competitivo nel suo lavoro accademico, come nel suo tanto amato tennis, Mike poteva essere temibile nel dibattito. Ha lavorato duramente – supportato dalla moglie Marjorie Rutter di cui è stato occasionalmente co-autore – e a volte trascurava le richieste personali che impedivano agli altri di soddisfare i suoi rigorosi standard. Tuttavia, era notoriamente gentile con i suoi pazienti, e notevolmente gentile e affettuoso nei suoi ultimi anni.

Autori

Uta Frith è professore emerito di sviluppo cognitivo presso l’Istituto di Neuroscienze, University College di Londra.

Francesca Happé è professore di neuroscienze cognitive presso l’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze, King’s College

Londra. Pubblicato su Nature, vol 599, 25 November 2021, 555

 

Antonio Narzisi, Dirigente Psicologo e Ricercatore, IRCCS Fondazione Stella Maris

Gianina Bruzzi, dottoressa in Psicologia e Tirocinante, IRCCS Fondazione Stella Maris

 

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